DAL SITO
www.animalieanimali.it
PER GLI ANIMALI, E UNA ETERNA TREBLINKA
di Stefano Cagno
E uscito il libro di Charles Patterson sullo sfruttamento degli animali.
27 maggio 2003
Da tempo i vegetariani accostano il trattamento riservato agli animali da allevamento a
quello dei nazisti nei confronti degli ebrei durante l'Olocausto. Tale paragone però
difficilmente è reso esplicito durante le conferenze e tanto meno negli scritti, poiché
alcuni ebrei si sentono offesi da ciò.
Recentemente è stato pubblicato dagli Editori Riuniti un libro intitolato "Un'eterna
Treblinka", scritto da Charles Patterson: in esso il filo conduttore è proprio la
tesi che Olocausto e allevamenti intensivi possiedano molti aspetti in comuni e che dal
punto di vista delle dinamiche che hanno reso possibili questi due fenomeni vi sia una
sostanziale sovrapposizione. In questo caso il libro è difficilmente attaccabile
poiché l'autore è un ebreo e anche moltissime testimonianze che confermano e condividono
la sua tesi sono di altri ebrei, alcuni dei quali hanno vissuto sulla propria pelle
l'Olocausto nei tristemente famosi campi di sterminio.
Il titolo stesso del libro è tratto da un passo del Premio Nobel per la Letteratura Isaac
Bashevis Singer in cui, parlando del modo di pensare degli esseri umani nei confronti
degli animali, dice che "essi sono convinti che l'uomo, il peggior trasgressore di
tutte le specie, sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri viventi sono stati
creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei
loro confronti tutti sono nazisti; per gli animali Treblinka dura in eterno".
Così, Charles Patterson, profondamente influenzato proprio da Isaac Bashevis Singer, ha
deciso di scrivere un libro coraggioso, duro e di rottura, convinto come Albert Camus che
"è responsabilità dello scrittore parlare per quanti non possono parlare per loro
stessi".
Un'eterna Treblinka è un libro riccamente documentato e per questo molto
imbarazzante, poiché dimostra in maniera precisa e lucida che molte delle più grandi
nefandezze commesse dagli esseri umani sono state compiute in maniera sistematica,
premeditata, programmata e favorita dalla assoluta indifferenza della maggior parte della
persone.
Ogni capitolo è una finestra aperta che accompagna il lettore nel tragico viaggio
che partendo dai macelli arriva ai lager nazisti. E questo viaggio metaforico ha un suo
punto di partenza nel filosofo Theodor Adorno, un ebreo tedesco costretto all'esilio dai
nazisti, che così scrisse: "Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un
mattatoio e pensa: sono soltanto animali".
Un altro concetto che emerge in maniera chiara in "Un'eterna Treblinka" è
l'importanza delle teorie eugenetiche per comprendere come sia stato possibile arrivare
all'Olocausto. Eugenetico è qualsiasi tipo di intervento volto a migliorare le
caratteristiche ereditarie degli esseri viventi. L'assunto è che l'ambiente sociale
influenzi molto poco il risultato finale, ma che quasi tutto sia determinato da rigidi
modelli genetici. Quanti sposano le tesi eugenetiche classificano gli esseri umani in base
all'intelligenza e alla cultura, creando così una disuguaglianza tra i
"superiori" e gli "inferiori" in quanto ritenuti ritardati, criminali,
depravati o comunque pericolosi. Tutti sappiamo che fu proprio Hitler a portare
l'eugenetica alle sue più estreme conseguenze, arrivando a sterminare 6 milioni di ebrei
proprio perché considerati razza "inferiore". Pochissimi sanno che Hitler fu
ispirato da Henry Ford e che proprio negli Stati Uniti d'America, negli anni venti, si
compirono i primi interventi eugenetici mediante campagne di sterilizzazione.
Contemporaneamente le maggiori fondazioni americane, tra le quali la stessa Rockfeller
Fondation, sostennero i principali eugenetisti tedeschi, i quali pochi anni dopo divennero
i maggiori teorici della selezione razziale. Anche di quest'altra imbarazzante verità,
Patterson offre ampie e inoppugnabili prove.
All'interno di un libro interessantissimo, in cui ogni pagina è ricca di
documentazione e spunti di riflessione, ritengo che la parte dedicata alle testimonianze
dei molti sopravvissuti ai campi di sterminio, successivamente diventati attivisti
animalisti, è la più originale e la migliore per dimostrare come il paragone tra i lager
nazisti e gli attuali allevamenti degli animali non sia affatto offensivo per chi queste
esperienze le ha vissute sulla propria pelle.
"Un'eterna Treblinka" non dovrebbe mancare nella libreria di nessun animalista e
soprattutto di nessun vegetariano. Diffonderlo diventa obbligatorio per chiunque abbia a
cuore la causa dei diritti degli animali. Inoltre sarebbe un segno importante anche nei
confronti degli Editori Riuniti, la casa editrice che ha avuto il coraggio di credere
nella pubblicazione del libro, nonché di Massimo Filippi e dell'Associazione Progetto
Gaia che ne hanno curato la traduzione.
Non sono ebreo, ma quando, alcuni anni fa, sono andato a visitare il campo di
concentramento di Mathausen in Austria sono uscito con l'assoluta convinzione che tutti
dovrebbero andare una volta nella vita a vedere un lager, dove alcuni esseri umani sono
riusciti a fare quanto sembra difficile solo pensare.
Gli allevamenti intensivi e soprattutto i mattatoi, al contrario, non possono essere la
meta di una visita. Charles Patterson apre una finestra anche su questi luoghi e
sulle spiegazioni storiche che hanno portato alla loro costituzione. Chiudere gli occhi a
questo punto vorrebbe dire essere complici, come complici furono tutti quelli che chiusero
gli occhi davanti all'Olocausto.
|